
Bryan Blalock nuovo presidente di Gateway Terminals Savannah
27/03/2026 alle 08:23
Raildox ordina locomotiva multifunzione “Euro9000”
27/03/2026 alle 08:38La Maritime Union of Australia (MUA) ha esortato il governo australiano a creare immediatamente regolamenti per l’Intelligenza Artificiale (IA) in settori strategicamente importanti della catena di approvvigionamento, come ad esempio nei servizi portuali e di stevedoring. Questa richiesta arriva in un contesto di crisi globale delle catene di approvvigionamento e di aumento dei prezzi del petrolio. In particolare, l’attenzione è rivolta all’azienda DP World, che gestisce diversi terminal container in Australia e persegue un’ampia agenda di automazione e IA, promossa dai proprietari stranieri dell’azienda.
DP World gestisce terminal a Brisbane, Sydney, Melbourne e Fremantle, guadagnandosi così una posizione dominante nel mercato australiano dei terminal container. La direzione australiana dell’azienda sta seguendo un’agenda per l’implementazione di IA e automazione, avviata dall’ex CEO globale Sultan Ahmed bin Sulayem.
Secondo la MUA, DP World ha generato negli ultimi anni centinaia di milioni di dollari da aziende e consumatori australiani, ma ha pagato poche tasse in Australia. Per oltre un decennio, l’azienda non ha pagato l’imposta sulle società, mentre i salari dei lavoratori e le relative tasse, che nel 2025 ammontavano a quasi 50 milioni di USD, rappresentavano i principali contributi all’economia del paese.
Rapporto su automazione e perdita di posti di lavoro
Insieme al Centre for International Corporate Tax Accountability and Research (Cictar), la MUA ha presentato al Parlamento australiano il rapporto „Perdita di posti di lavoro e spostamento dei profitti presso DP World: come l’automazione IA minaccia il benessere economico dell’Australia“. Il rapporto descrive come Dubai Ports prevede di introdurre un’ampia automazione IA in Australia, il che potrebbe mettere a rischio fino a 1.000 posti di lavoro, ovvero oltre il 60% della forza lavoro. L’automazione proposta sostituirebbe posti di lavoro qualificati e sindacalizzati con veicoli senza conducente e gru controllate a distanza. Questa iniziativa è in contrasto con il Piano Nazionale per l’IA del governo australiano, che prevede una consultazione con i lavoratori e i sindacati.
Il rapporto sottolinea che l’obiettivo principale dell’automazione non è il miglioramento dell’efficienza della catena di approvvigionamento, ma la riduzione dei costi del lavoro e l’aumento dei profitti. Le tariffe più elevate, che vengono trasferite a imprese e consumatori, contribuiscono all’inflazione.
La MUA ha richiesto una serie di misure per garantire la catena di approvvigionamento australiana, al fine di proteggere la comunità e l’economia da shock globali. Queste richieste sono particolarmente rilevanti alla luce della recente crisi petrolifera, scatenata da tensioni geopolitiche.
Le raccomandazioni del rapporto includono, tra l’altro:
– Supervisione rigorosa e trasparenza per i sistemi IA sul posto di lavoro
– Protezione dei dati dei lavoratori e divieto di pratiche di sorveglianza invasive
– Prioritizzazione della sicurezza, della sicurezza del lavoro e del beneficio pubblico rispetto ai profitti aziendali
– Garanzia di pieni diritti di contrattazione e protezione della lotta sindacale nell’introduzione di IA o automazione
– Rafforzamento della trasparenza fiscale e lotta contro lo spostamento dei profitti e i pagamenti di royalty offshore.






