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04/03/2026 alle 08:50La offensiva militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, iniziata il 28 febbraio 2026, ha avuto un impatto significativo sulle vie aeree e marittime globali. TLF Overseas, l’organizzazione francese per il trasporto e la logistica, analizza la situazione e le sue conseguenze per gli operatori di trasporto internazionali.
Il 28 febbraio 2026, il leader supremo iraniano Ali Khamenei è stato ucciso durante le azioni militari. In risposta, l’Iran ha annunciato la chiusura dello strategico stretto di Hormuz e ha condotto attacchi contro diversi paesi della regione. Questa escalation colpisce due delle rotte commerciali più importanti al mondo: lo spazio aereo sopra il Golfo e il traffico marittimo nel Mar Rosso e nel canale di Hormuz.
Impatto sul traffico aereo
Le chiusure degli spazi aerei in Siria, Iraq, Kuwait, Iran, Israele e negli Emirati Arabi Uniti hanno portato, nell’arco di 24 ore, a 19.000 ritardi di volo e oltre 2.100 cancellazioni. Ciò corrisponde a una diminuzione del 18% della capacità di carico globale nel traffico aereo. Grandi compagnie aeree hanno sospeso i loro collegamenti con la regione. I principali hub di Dubai, Doha e Abu Dhabi, cruciali per i collegamenti tra Europa, Oceano Indiano e Asia, sono stati colpiti. Le possibilità di deviazione sono attualmente fortemente limitate.
Philippe de Crécy, presidente di TLF Overseas, ha commentato le conseguenze: “L’immediata paralisi dei tre principali hub del Medio Oriente porta a un’interruzione dei flussi di cargo aereo, il cui impatto non possiamo ancora valutare completamente. L’incertezza sulla durata e sull’andamento del conflitto complica la pianificazione dei tempi di transito, la gestione della capacità e la previsione di congestioni nei porti e negli aeroporti.”
Riorganizzazione nel traffico marittimo
Il stretto di Hormuz, attraverso il quale passa il 20% del traffico globale di petrolio e GNL, è stato chiuso dall’Iran. Le principali compagnie di navigazione, tra cui CMA-CGM, Maersk, MSC e Hapag-Lloyd, hanno sospeso le loro operazioni nella regione e hanno dirottato le loro navi in aree sicure. Per coprire i costi operativi aggiuntivi, le assicurazioni e i prezzi del carburante, sono state annunciate tariffe di sovraccarico di 2.000-4.000 USD per container. A breve termine, ci si aspetta un effetto di congestione nei porti asiatici.
Anne-Sophie Fribourg (foto), vicepresidente di TLF Overseas, ha dichiarato: “La chiusura del canale di Hormuz avrebbe immediati effetti strutturali sulle catene di approvvigionamento marittimo globali. I principali hub di container nel Golfo Persico – Jebel Ali, Port Khalifa, Port Hamad e Port Shuwaikh – sono punti critici per il commercio tra il Medio Oriente, l’Asia e l’Europa. La loro chiusura comporterebbe un massiccio dirottamento del carico regionale e porterebbe a una reazione a catena di congestioni nei porti asiatici o europei.”
TLF Overseas monitora continuamente gli sviluppi e informerà gli attori del settore sull’andamento della situazione.







