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27/01/2026 alle 11:47ENEA e il Ministero della Difesa hanno firmato un accordo per il supporto logistico delle missioni scientifiche in Antartide. Nell’ambito di questa cooperazione, l’Aeronautica Militare Italiana (AMI) si occuperà del trasporto aereo di personale, materiali e attrezzature tra la Nuova Zelanda e il continente antartico per la 41ª spedizione in corso.
L’accordo, che prevede un contributo sostanziale del Ministero della Difesa sotto forma di personale tecnico e specializzato proveniente da tutte le forze armate, è stato inaugurato con un volo del C130J-30 della 46ª Brigata Aerea. Questo è atterrato sul ghiaccio antartico e ha portato il direttore di ENEA, Giorgio Graditi, insieme ad altro personale, alle stazioni antartiche Mario Zucchelli e Concordia.
L’Aeronautica Militare Italiana prevede di effettuare un totale di sei voli tra la Nuova Zelanda (Christchurch) e l’Antartide. Di questi, due voli sono destinati alla stazione statunitense McMurdo e quattro alla stazione italiana Mario Zucchelli, per trasportare personale e materiali.
Collaborazione strategica in Antartide
Questo accordo è il risultato di un dialogo tra ENEA e il neocostituito Comitato Direttivo Congiunto per l’ambiente artico, subartico e antartico. Questo comitato è stato istituito dal Generale Luciano Portolano, capo di Stato Maggiore della Difesa, per coordinare le attività strategiche nazionali nelle regioni polari. Il comitato opera sulla base di un apposito decreto ministeriale, che assegna alla Sottosegretaria alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti, il compito di attuare le linee guida del Ministero della Difesa.
„Il supporto da parte della Difesa rappresenta un passo significativo per il Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA), nel quale ENEA svolge un ruolo di primo piano nell’organizzazione e coordinamento della logistica delle missioni italiane sin dalla sua fondazione nel 1985“, ha dichiarato Graditi prima della partenza dall’aeroporto di Christchurch verso l’Antartide. „Questo accordo non solo facilita l’organizzazione delle nostre missioni, ma conferma anche il valore strategico delle nostre attività in Antartide.“
Le missioni italiane in Antartide, che ora si svolgono nel 41° anno, fanno parte del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA). Questo è finanziato dal Ministero delle Università e della Ricerca (MUR) e gestito dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) per il coordinamento scientifico, da ENEA per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle attività nelle stazioni antartiche, e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS) per la direzione tecnica e scientifica del rompighiaccio „Laura Bassi“.
Quest’anno partecipano 20 specialisti militari dell’Aeronautica, dell’Esercito, della Marina e dei Carabinieri alla spedizione.






